Mi chiedo come mai un'azienda telematica non riesca a risolvere un problema tecnico. Bravi nel pagare ingenti somme in pubblicità a personaggi come Megan Gale o Francesco Totti e poi lasciano i clienti in tilt per ore. Ho comprato la vodafone home station quasi due anni fa e devo dire che ora ne sono amaramente pentita.
Per circa due mesi hi hanno dato un numero provvisorio ma era quasi impossibile fare o ricevere telefonate. In quel periodo andai in Inghilterra e l'unico modo per dare notizie era telefonare ad amici che li riferissero a voce ai miei oppure mandare messagi su facebook e facendo la rompiscatole con tutti. La famosa internet key per sei mesi si poteva utilizzare fuori casa. L'avessi potuta usare almeno una volta!!!!!
Macchè. Bufala la frase "avrà in 15 giorni il numero fisso" bufala anche la promessa di utilizzare l'internet key fuori casa. E per la serie non c'è due senza tre, ora che il mio notebbook ha windows 7 professional non posso usarlo in wi-fi!!!!! Vodafone sei da eliminare dalla mia vita. E' da ieri che chiedo aiuto al 190... Guardacaso dal fisso non possono aiutarti e ti dicono di chiamare dal cellulare. Quando il centralino ti risponde premi il tasto 1 per avere l'assistenza tecnica per ADSL, poi premi il tasto 3 e da questo per parlare con un operatore primi il tasto 9. Ti viene chiesto il numero di rete fissa per il quale si chiede assistenza. Una musica fastidiosissima ti lascia in linea per oltre 10 minuti. Poi viene il sospirato tecnico che velocemente si identifica e da il proprio codice. Sonia, Anna Fabio, Elena, all'apparenza gentili ma non sono esperti di informatica e cosi dalle 21 del 26 Gennaio si arriva ad oggi giorno della memoria che sarò costretta a ricordare con un indicibile epiteto diretto alla Vodafone. I poveri giovani cercano di dirti qualcosa da fare ma immancabilmente daopo due minuti che gli parli termina la telefonata ed io mi sento presa per i fondelli. Il popolo di internet e dei social network comprenderà sicuramente qualcuno che potrà dirmi come ha risolto il problema. Nel mondo imperante di chi fa a scaricabarili ci sarà qualcuno che ha avuto questo problema e l'ha risolto? Chiave di sicurezza, tipo di crittografia sembrano arabo ma è come se in questo istante avessi davanti Hitler!! E quei giovani mi sembrano tipi molto frustratiche magari fanno un lavoro al di sotto delle loro possibilità. D'altro canto quando ho davanti alunni senza sogni e dagli occhi spenti non mi sento anch'io frustrata.
In questo blog è possibile leggere poesie in Italiano ed inglese, raconti e saggi.
giovedì 27 gennaio 2011
Lipari, 10 Aprile 1999
Odora di zolfo e di ginestra
il mare di Vulcano
dove la brezza del maestrale
reca con sè l'eco dei sogni
dell'infanzia e dell'adolescenza.
Come in un film sull'acqua
rivivo i sogni e la speranza
di un mondo senza guerra
e senza fame quando giungevano
le immagini dal Biafra a TV7.
Riparte l'aliscafo e Lipari è la meta
ma quando chiudo gli occhi
tutto appare nero.
Una dopo l'altra vedo le immagini
dal Kosovo, missili cruise
lanciati su Belgrado, profughi in fuga
con le scarpe rotte e il volto sanguinante,
giovinette stuprate negli accampamenti
serbi, immagini di guerra, fame e morte
ma quel bimbo che piange
è ancora la speranza.
Spero sempre in un mondo di pace
e senza guerra e mi chiedo perché,
Signore, avviene tutto questo.
Siamo nati dall'AMORE e tutto il Creato
è bello, allora perchè l'uomo da Te si è
allontanato e reca con sè solo violenza?
il mare di Vulcano
dove la brezza del maestrale
reca con sè l'eco dei sogni
dell'infanzia e dell'adolescenza.
Come in un film sull'acqua
rivivo i sogni e la speranza
di un mondo senza guerra
e senza fame quando giungevano
le immagini dal Biafra a TV7.
Riparte l'aliscafo e Lipari è la meta
ma quando chiudo gli occhi
tutto appare nero.
Una dopo l'altra vedo le immagini
dal Kosovo, missili cruise
lanciati su Belgrado, profughi in fuga
con le scarpe rotte e il volto sanguinante,
giovinette stuprate negli accampamenti
serbi, immagini di guerra, fame e morte
ma quel bimbo che piange
è ancora la speranza.
Spero sempre in un mondo di pace
e senza guerra e mi chiedo perché,
Signore, avviene tutto questo.
Siamo nati dall'AMORE e tutto il Creato
è bello, allora perchè l'uomo da Te si è
allontanato e reca con sè solo violenza?
martedì 25 gennaio 2011
La moglie del prof
Jeanne Daman Sacglione era cattolica ed insegnava a Bruxelles in un asilo ebraico. Quando iniziarono a deportare gli ebrei nel 1942 lei nascose 2000 bambini.Aiutò anche molti ebrei a nascondersi e scappare procurando loro dei passaporti falsi. La sua vita ed il suo contributo all’umanità sono commemorati al Museo dell'Olocausto di Washinton
Il giorno della memoria
Da tanti anni ogni 27 Gennaio ricordo le vittime dell'Olocausto. Ai miei alnni faccio sempre leggere qualcosa da me preparata o tradotta. L'anno che a Panarea ho insegnato anche Italiano, Storia e Geografia, per un mese intero mi sono dedicata alla Shoah. Abbiamo letto un libro di Elisa Springer e mentre passeggiavamo spiegavo e raccontavo alle ragazze di questo o di quel campo di concentramento. Quanto materiale ho portato loro!Per loro divennero familiari i nomi di alcuni che morirono e di alcuni che sopravvissero. Volevamo creare un gioco e facemmo anche un tabellone con i nomi di tutti i campi di concentramento. I quattro foglicoi cerchi colorati di filo spinato ce li ho ancora e chissà se un giorno riuscirà anche questo mio progetto.
Ricordare per non dimenticare quanto accadde negli anni atroci della guerra è un nostro dovere. Al mio arrivo negli Stati Uniti conobbi Jean la moglie di Aldo Scaglione. Non so se il vecchio professore sia ancora vivo o se fosse ebreo. Di lui non ho un buon ricordo perchè la sua cattiveria nei miei confronti era nota a molti negli anni in cui vissi negli Stati Uniti. Quando arrivai a Chapel Hill nel 1979 venne a prendermi all'Univerità e mi portò a casa sua con la sua macchina sportiva gialla. Lasciata la macchina nel garage mi fece entrare in casa da li per la cucina e Jean chiese in francese se fosse il caso di fare il caffè. Mi parve molto strano che una donna chiedesse al marito il permesso di fare il caffè. Con molta gentilezza dissi di non preoccuparsi perchè non bevevo caffè. Mi risparmiai così una schifosa brodaglia. Col passare del tempo le condizioni di salate di Jean peggiorarono. Fù la prima persona per la quale sentìì la parola Altzheimer. Quando andai nuovamente in quella casa poco prima di andare in Georgia ad insegnare, parlare con lei era come parlare ad una bimba di due anni. Jean era una persona speciale. Fu un'eroina della Resistenza belga salvando molti ebrei.
Ricordare per non dimenticare quanto accadde negli anni atroci della guerra è un nostro dovere. Al mio arrivo negli Stati Uniti conobbi Jean la moglie di Aldo Scaglione. Non so se il vecchio professore sia ancora vivo o se fosse ebreo. Di lui non ho un buon ricordo perchè la sua cattiveria nei miei confronti era nota a molti negli anni in cui vissi negli Stati Uniti. Quando arrivai a Chapel Hill nel 1979 venne a prendermi all'Univerità e mi portò a casa sua con la sua macchina sportiva gialla. Lasciata la macchina nel garage mi fece entrare in casa da li per la cucina e Jean chiese in francese se fosse il caso di fare il caffè. Mi parve molto strano che una donna chiedesse al marito il permesso di fare il caffè. Con molta gentilezza dissi di non preoccuparsi perchè non bevevo caffè. Mi risparmiai così una schifosa brodaglia. Col passare del tempo le condizioni di salate di Jean peggiorarono. Fù la prima persona per la quale sentìì la parola Altzheimer. Quando andai nuovamente in quella casa poco prima di andare in Georgia ad insegnare, parlare con lei era come parlare ad una bimba di due anni. Jean era una persona speciale. Fu un'eroina della Resistenza belga salvando molti ebrei.
giovedì 20 gennaio 2011
Con chi prendersela?
Il mio portatile non è utilizzabile perchè il carica batterie ordinato a fine dicembre ancora non è arrivato. Dopo una settimana di continue telefonate finalmente riesco a parlare col tecnico del computer che mi dice di richiamare al negozio.
Ho qualche difficoltà con un programma e chiedo aiuto ma inutilmente. Da settimane cerco di parlare con la mia amica Eliana ma per quanto la chiami, non si trova mai in casa. Oggi mi ha risposto il compagno ma non so se le ha riferito il messaggio.
Devo fare la Tac ma ancora non so se funziona il reparto analisi x i controlli di routine. Gli alunni di due delle tre scuole in cui insegno non hanno voglia di imparare nulla.Con chi devo prendermela?
Ho qualche difficoltà con un programma e chiedo aiuto ma inutilmente. Da settimane cerco di parlare con la mia amica Eliana ma per quanto la chiami, non si trova mai in casa. Oggi mi ha risposto il compagno ma non so se le ha riferito il messaggio.
Devo fare la Tac ma ancora non so se funziona il reparto analisi x i controlli di routine. Gli alunni di due delle tre scuole in cui insegno non hanno voglia di imparare nulla.Con chi devo prendermela?
Ad Etty Hillesum
In memoriam
Odora di gelsomino in fiore
e vibra la musica nell’anima
nei tuoi gesti quotidiani
anche quando rubi alla vita
i suoi segreti e impari
dallo “spettacolo” che sale
dentro nell’amicizia con Dio.
Irreparabile, irreversibile
senza rumore entra la morte
e tu ami la vita e t’inginocchi:
preghiera di lode sulla via di Auschwitz
nell’occlusione dell’anima:
‘sich versenken’.
Odora di gelsomino in fiore
e vibra la musica nell’anima
nei tuoi gesti quotidiani
anche quando rubi alla vita
i suoi segreti e impari
dallo “spettacolo” che sale
dentro nell’amicizia con Dio.
Irreparabile, irreversibile
senza rumore entra la morte
e tu ami la vita e t’inginocchi:
preghiera di lode sulla via di Auschwitz
nell’occlusione dell’anima:
‘sich versenken’.
Per non dimenticare Terezin
Per non dimenticare Terezin
Una partita a backgammon facevo con mio padre
mi preparavo per la festa di compleanno
fervevano i preparativi ma all'improvviso
dovetti fare i conti con la vita.
Tralci di gioia nel volo privato d'acquiloni
finirono quando fu sfondata la porta di casa
e strattonati fuori e caricati come bestie
in vagoni freddi e puzzolenti
fummo portati a Terezin.
Idilliaca atmosfera ci promisero
molti di febbre tifoidea morirono.
In pochi, una manciata riuscimmo a sopravvivere
Una partita a backgammon facevo con mio padre
mi preparavo per la festa di compleanno
fervevano i preparativi ma all'improvviso
dovetti fare i conti con la vita.
Tralci di gioia nel volo privato d'acquiloni
finirono quando fu sfondata la porta di casa
e strattonati fuori e caricati come bestie
in vagoni freddi e puzzolenti
fummo portati a Terezin.
Idilliaca atmosfera ci promisero
molti di febbre tifoidea morirono.
In pochi, una manciata riuscimmo a sopravvivere
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