Poco importa dove sia nato
e non lo indovinerete mai
come il giorno del mio genetliaco.
Pensate solo che sia stato matto da legare
a fare il passo avanti.
Non ho potuto andare a scuola
e leggere i libri che riempivano
i miei sogni a Birkenau.
Una brutta foto sul marmo verde:
e sofferenza e sofferenza tanta!
Non volevo una piazza intitolata
volevo andare a scuola
camminare sotto il cielo blue pavone
volevo andare in giro per il mondo
con la barca a vela.
Volevo rivedere la mia mamma
andare a casa e tirare la coda del mio gatto
rincorrerlo col gomitolo di lana
stendermi sull'erba fresca e correre
verso il lago con l'aquilone colorato.
La scacchiera della mamma
a Birkenau ho lasciato
il cavallo nella tasca dei miei stracci
varcherà il cielo lontano senza sogni
la mia cenere sfarfalla all'alba
chiedendo una preghiera a te:
studia al posto mio
acchiappa il vento dell'amore
distruggi l'odio che ti sta intorno
raccogli le voci del Silenzio
e non dimenticare me e i tanti
la cui vita anzitempo e senza rughe fu spezzata.
In questo blog è possibile leggere poesie in Italiano ed inglese, raconti e saggi.
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sabato 14 aprile 2012
Eleonora Witonski (morta il 20 Aprile 1945)
Un barlume di vita compimento e limite
potrò dirti addio mamma?
E il bacio della buonanotte?
Volevo vederti e Roman contento
mi ha convinto e abbiamo fatto
il passo avanti dell’inganno.
Tutto quello che non potremo fare
sarebbe stato importante
i nostri sogni appiccicati ancora
nella nostra stanza
a casa e poi sul treno
le bamboline sul mio letto
non c’era tempo nella fretta.
Con un tonfo son rimasta a terra
come raccontare l’inquieta sofferenza?
Solo la trottola ora piange
bruciando nella vecchia stufa.
Mamma lo prometto non saremo un’eco
sotto le stelle indifferenti.
Si è spenta in questo infausto giorno la mia vita.
Loro gli aguzzini ora pronti a festeggiare
ubriachi si addormentano e colpa
a colpa alla loro vita aggiungono.
Rimorso? No! Il silenzio li proteggerà
Un giorno poi li inseguirà un giornale
qualcuno alzandosi scoprirà tutto e le nostre
foto troveranno e tante prove nel baule.
La scia infinita del fumo e della cenere
attirerà le pietre abbraccio silenzioso
di fanciulli e ancor fanciulli nelle scuole
e il fragore del ricordo
d’inchiostro e di farfalle
nelle strade l’aria addolcirà.
potrò dirti addio mamma?
E il bacio della buonanotte?
Volevo vederti e Roman contento
mi ha convinto e abbiamo fatto
il passo avanti dell’inganno.
Tutto quello che non potremo fare
sarebbe stato importante
i nostri sogni appiccicati ancora
nella nostra stanza
a casa e poi sul treno
le bamboline sul mio letto
non c’era tempo nella fretta.
Con un tonfo son rimasta a terra
come raccontare l’inquieta sofferenza?
Solo la trottola ora piange
bruciando nella vecchia stufa.
Mamma lo prometto non saremo un’eco
sotto le stelle indifferenti.
Si è spenta in questo infausto giorno la mia vita.
Loro gli aguzzini ora pronti a festeggiare
ubriachi si addormentano e colpa
a colpa alla loro vita aggiungono.
Rimorso? No! Il silenzio li proteggerà
Un giorno poi li inseguirà un giornale
qualcuno alzandosi scoprirà tutto e le nostre
foto troveranno e tante prove nel baule.
La scia infinita del fumo e della cenere
attirerà le pietre abbraccio silenzioso
di fanciulli e ancor fanciulli nelle scuole
e il fragore del ricordo
d’inchiostro e di farfalle
nelle strade l’aria addolcirà.
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martedì 10 aprile 2012
Le farfalle, l'olocausto e la poesia
Amo le farfalle e da piccola cercavo sempre di conservarle mettendole dentro un bicchiere capovolto. Le fragili ali immancabilmente si sfaldavano e io piangevo.
Poi lessi una poesia. Era di Pavel Friedmann, un ragazzo morto durante gli anni dell'Olocausto nel campo di Terezin. La lessi in inglese e la tradussi. Quando insegnai a Panarea per due mesi circa feci studiare la shoah in modo approfondito visto che insegnavo Inglese, Italiano, Storia e Geografia. La Farfalla fu un MUST.
Poi venni a sapere che al Museo dell'olocausto si volevano raccogliere le farfalle in ricordo dei bambini vittime dell'Olocausto.
Gisela Schenker aveva un tappo di sughero contenuto in una bellissima farfalla. Era Ebrea di Cracovia e nel 1939 quando con la famiglia tentò di andare verso oriente si portò il prezioso tappo. Fu il suo portafortuna. Lei ed il figlio Alexander arrivarono a Lvov. L'anno dopo furono deportati in Siberia ed il giovane fu costretto ai lavori forzati. Quando furono liberati, madre e figlio riuscirono a trovarsi con la nonna e andarono in Tagikistan prima di riunirsi in America con il resto della famiglia. Ora il Museo dell'Olocausto degli Stati Uniti vende una spilla che è la riproduzione della farfalla del tappo di Gisela. Questo è quello che ho imparato oggi navigando su internet alla ricerca di una preghiera da far leggere ai miei alunni alla cerimonia della Rimembranza dei bambini uccisi a Bullenhuser Damm.
Il cerchio si chiude. Le farfalle per me sono ricordo dolce dell'infanzia e per questo motivo ho scelto di far partecipare gli alunni della scuola al Butterfly Project in memoria delle innocenti vittime dell'Olocausto. Oggi mi rendo conto che sono il tesoro di chi è sopravvissuto agli anni più bui della storia dell'umanità.
E in quante mie poesie esse sono un tema ricorrente!
Poi lessi una poesia. Era di Pavel Friedmann, un ragazzo morto durante gli anni dell'Olocausto nel campo di Terezin. La lessi in inglese e la tradussi. Quando insegnai a Panarea per due mesi circa feci studiare la shoah in modo approfondito visto che insegnavo Inglese, Italiano, Storia e Geografia. La Farfalla fu un MUST.
Poi venni a sapere che al Museo dell'olocausto si volevano raccogliere le farfalle in ricordo dei bambini vittime dell'Olocausto.
Gisela Schenker aveva un tappo di sughero contenuto in una bellissima farfalla. Era Ebrea di Cracovia e nel 1939 quando con la famiglia tentò di andare verso oriente si portò il prezioso tappo. Fu il suo portafortuna. Lei ed il figlio Alexander arrivarono a Lvov. L'anno dopo furono deportati in Siberia ed il giovane fu costretto ai lavori forzati. Quando furono liberati, madre e figlio riuscirono a trovarsi con la nonna e andarono in Tagikistan prima di riunirsi in America con il resto della famiglia. Ora il Museo dell'Olocausto degli Stati Uniti vende una spilla che è la riproduzione della farfalla del tappo di Gisela. Questo è quello che ho imparato oggi navigando su internet alla ricerca di una preghiera da far leggere ai miei alunni alla cerimonia della Rimembranza dei bambini uccisi a Bullenhuser Damm.
Il cerchio si chiude. Le farfalle per me sono ricordo dolce dell'infanzia e per questo motivo ho scelto di far partecipare gli alunni della scuola al Butterfly Project in memoria delle innocenti vittime dell'Olocausto. Oggi mi rendo conto che sono il tesoro di chi è sopravvissuto agli anni più bui della storia dell'umanità.
E in quante mie poesie esse sono un tema ricorrente!
lunedì 9 aprile 2012
20 Aprile 1945
L’ultima nuvola di fumo nera nera
in alto assetata di colori
da sola spazia e s’inciela
dopo il grido silenzioso.
Un grumo di dolore
già da qualche settimana
lascia una prova
una lista per la Croce Rossa
e accompagnano la cenere
dispersa nomi, età, nazioni
e strazianti foto
di trapassato orrore.
Lettere da ricomporre
il mattino poi raccoglie
nella bolla della vita
stracci e giochi pochi
recisi col sorriso
di chi un passo avanti ha fatto.
L’aria intorno uno strano odore
amaro ha e incide nomi
e ancora nomi sulle pietre bianche.
Non c’è delitto perfetto.
Questa strage anomala
lacera ancora anno dopo anno e
cerca nel filo del vento
di memoria il filamento
e volge un pensiero al tempo
lontano dalla gioia e
l’alfabeto dell’AMORE
tra farfalle e rose bianche
lascia la traccia della Rimembranza.
in alto assetata di colori
da sola spazia e s’inciela
dopo il grido silenzioso.
Un grumo di dolore
già da qualche settimana
lascia una prova
una lista per la Croce Rossa
e accompagnano la cenere
dispersa nomi, età, nazioni
e strazianti foto
di trapassato orrore.
Lettere da ricomporre
il mattino poi raccoglie
nella bolla della vita
stracci e giochi pochi
recisi col sorriso
di chi un passo avanti ha fatto.
L’aria intorno uno strano odore
amaro ha e incide nomi
e ancora nomi sulle pietre bianche.
Non c’è delitto perfetto.
Questa strage anomala
lacera ancora anno dopo anno e
cerca nel filo del vento
di memoria il filamento
e volge un pensiero al tempo
lontano dalla gioia e
l’alfabeto dell’AMORE
tra farfalle e rose bianche
lascia la traccia della Rimembranza.
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