lunedì 27 febbraio 2012

oggetti

Oggetti requisiti impolverati
raccontano storie e ancora storie
d’affetti e desideri mutilati
schiacciati in un concerto dalle note stonate
di chi non può vedere,
di chi a piedi nudi
freddi con le vesciche zoppica.

Ogni cosa grida:
il bisogno di parlare,
il bisogno di toccare
il bisogno di baciare
il bisogno di rassicurare.

Non ti preoccupare.

Stracci colorati
ammucchiati di dolore
prendono nella notte eterna
tra le braccia
l’afflato della vita
e nella sedia vuota
si appiccica il ricordo di chi
fu ingombrante ed elegante.

Un libro di orrore e sangue
che si sfoglia da solo
che contempla un capitolo di storia
e il silenzio è soffio di luce in volo
e là fuori c’è un mondo privato di talenti.

Passi e gesti tra l’abisso del male
e solchi e ancora solchi di vergogna
tra uomo e uomo gridano
e soffrono stando qui
gli stracci colorati e non vestiti
che nel silenzio gemono e tremano.

mercoledì 22 febbraio 2012

Chapel Hill nel ricordo

Ho ritrovato tra le pagine di Spoon River
l’annuncio della mia graduation
e pochi versi di papà tra un conto
e l’altro di un foglietto tarlato.
Un giorno speciale il 13 Maggio dell’84!
Andai a Chapel Hill via Cincinnati dopo
un bel convegno in cui incontrai Ennio Rao.

L’annuncio serviva per entrare allo stadio
ma non sapendolo li mandai tutti in Italia.
Credevo d’esser sola a prendere il mio diploma!
Incontrai tra bagni provvisori altri Ph.D già in fila
aprii il booklet nella pagina sbagliata e non vedendo
il mio nome e scoppiai a piangere.
Gli americani avevano pensato a tutto
c’erano i nostri nomi anche per terra perché
in ordine alfabetico ci avrebbero chiamati!

Tutti erano con la famiglia ed io ero sola!
Mi venne il groppo al cuore pensando
ai miei a Messina e poi all’annuncio
del mio nome la sorpresa:
palloncini bianchi e azzurri, carolina blue
col mio nome mandati in cielo dai miei alunni!
Invece del diploma vero c’era un invito
a pagare una multa di 15 centesimi per
aver restituito il Furioso in ritardo*
(non io ma Ennio Rao)
Invitai gli amici al ristorante giapponese
ma Ennio mandò solo lo champagne
Non venne perché avrei dovuto festeggiare
in Italia diceva lui pregno di tirchieria!

Invitai Mary Brady e suo marito
Minnie venne anche col bambino
ed il marito buffo con la scarpa nera
a destra e marrone a sinistra
Un Harvard graduate sempre tra le nuvole!

domenica 19 febbraio 2012

Portare i pesi gli uni degli altri

Non bere surrogato di caffè
prendi appunti sul taccuino rosso
e guarda alla finestra la neve che si scioglie al sole.

Anche ad Auschwitz il ghiaccio già si spezza.

Il dolore a passi felpati ha legato le tue ali
Luciano non voleva essere una nuvola.
Ora ti cerco gli occhiali di Heidegger
perché anche tu veda chiaramente.

Dio è nuvola, sole, luna
ed io ci credo
e darei la vita
perchè credessi tu.

Il dolore fa tacere il parquet

il dolore non ti fa sentire il vento

gli aguzzini del firmamento
demoniaco si devono schiacciare
stramazzare nell'immondizia bruna
lontana dalla neve imbalsamata.

Parla con la nuvola
la sua tenerezza ti avvolge
e da dentro ti verrà la forza.

venerdì 3 febbraio 2012

Scrivere poesie per molti “perdita di tempo”
“la poesia non vende” nemmeno tra i parenti
ma col tuo pennino annoti
l’io divino del grande intellettuale
vittima del delirio erotico
quelle parole sciabole dell’oltretomba
l’aria sorniona del falso traduttore
ricordi curiosi di mille incontri
da testimone divertita
di quelle vite travagliate
nell’olocausto ambientale
alla ricerca di frammenti d’identità ineffabile
mentre la gioventù perduta
sfila innanzi con il cuore oscuro
nella torbida Parigi nelle città di mare
e il gentleman non si affaccia nemmeno alla finestra.
Mercoledì 1 Febbraio 2012

Stare alla larga

Stare alla larga dall’ipocrisia
nell’età intrigante di immagini e parole
lettere e frammenti per ricordare Shakespeare
perché qui i bambini sono pochi
non ci sono lezioni di uguaglianza
tutti bravi a fare i conti e coccolare i soldi
a scoprire scegliere tra un coffee shop a Casablanca
e un weekend alle Maldive dopo un istant lipo filler
anti-età ristrutturante che fa la differenza.

Bisogna avere il viso levigato
seguire l’umore e vestirsi di rosa zuccheroso
essere esigenti e non accontentarsi
di pregiate texture e pennellate
denim forever e viaggiare coast to coast
per hobby esere gardening oriented
e invitare amiche per un brunch tra petali di rose.

Per lui l’Afrique c’est chic pensa alla pole
al flan di cavolfiore e alla sua Wunderkammer a Vienna
al figlio bamboccione e allo Yorkshire stressato
al lato B di Pippa e all’articolo 18
lui che sa di essere
oltraggiosamente esagerato
e che sa di essere malato. Gravemente.

E' Martedì mattina

Non un giorno come gli altri
una calda giornata di Gennaio
è Martedì mattina
e spavaldo il maligno carcinoma
tratteggia indifferente l’invisibile ragnatela.
Il mondo è alla rovescia
e la parola sciabola tramuta il corpo in ghiaccio.
La sofferenza è solo
questione d’allenamento
palestra dei privilegiati
assicurazione di felicità futura
Dio gioca d’azzardo solo con i forti
e nulla può andare storto.
Nessuna paura piangi gridi e urli: GESU’.
Al volante ritorni e ironizzi sul tuo male
annunciando all’ottantenne mamma
che speri in un miracolo.
Un numero speciale di magia è la tua vita
Pochi secondi e giri il mondo torni nei tuoi luoghi
e fissi per sempre ogni ricordo.
Gennaio 2009